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DANILO
CHERNI |
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Antonello
Venditti, Gigi Proietti, Michele Zarrillo,
Mia Martini...sono soltanto alcuni dei nomi con cui ha
collaborato. Ora lo vediamo fautore di un disco importante.
Tastierista, compositore e arrangiatore ha partecipato a numerose
trasmissioni in RAI, oltre che, come citato poc'anzi, a numerosi lavori
con artisti prestigiosi. Un passato glorioso, un presente ricco, un futuro
imprevedibile che saprà arricchirsi in ogni caso. Ad ogni modo, senza
troppe luci sul volto, le sue composizioni sono state sentite ed ascoltate
da milioni di persone e alcune melodie da lui inventate ancora oggi
riecheggiano nella nostra mente...forse non sapevamo che si trattava
di: Danilo Cherni
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L'intervista
a DANILO
CHERNI
di Marco Nobile |
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1. Allora, Danilo, tu sei comparso al grande pubblico nel 1985 con il
45 giri "Back from the U.K." insieme a Maurizio Perfetto, ed in
seguito, nel 1986, in vari programmi della RAI. Racconta ai nostri navigatori
come sei passato dall'incisione di un 45 giri alla tua attuale posizione artistica.
Ma, sai, come tutte le cose in Italia funzionano a conoscenza. Fare
quel primo disco mi ha permesso all'interno dello stesso studio di
incontrare produttori, tecnici, cantanti, discografici per cui, come si dice, da
cosa nasce cosa. Poi in quel periodo i Trafalgar studios di Roma pullulavano
di produzioni discografiche, televisive, provini di nuovi cantanti, c'era
un giro di musicisti di ogni estrazione e cultura, quindi anche tra noi ci
si scambiavano lavori, favori, sostituzioni, etc. E' stato molto utile
essere lì in quel momento storico anche perchè nello stesso studio all'epoca
lavorava Antonello Venditti con il quale avrei collaborato fino ad
oggi.
2. Ricopri vari ruoli nell'ambito musicale, da tastierista ad arrangiatore, a compositore;
nei panni di quale figura
professionale/artistica ti senti più proiettato, quale pensi che ti permetta di esprimerti al meglio?
Beh, sarei ipocrita a non dire compositore ed artista soprattutto delle
mie cose. Ciò non toglie che mi piace moltissimo collaborare, arrangiare
per altri artisti. In fondo io nasco prima come compositore poi per
esigenze
anche di vita sono stato, diciamo, "costretto" a diventare
anche session man ed ho capito con gli anni che é invece bellissimo
spaziare,
sempre nell'ambito musicale, in varie forme di lavoro, che può essere nel
proprio
studio sonorizzazioni per documentari, film, arrangiamenti per nuovi artisti, provini, produzioni dance, comporre per altri artisti (vedi
Venditti), produrre cantanti o gruppi e sopratutto lavorare nell'ambito
della musica d'avanguardia con installazioni nei musei, nelle gallerie d'arte, in collaborazioni con artisti concettuali. Insomma sicuramente
il compositore senza disdegnare gli altri ruoli ugualmente interessanti.
3. Hai collaborato con una moltitudine di artisti nella tua vita, ce n'è forse uno con il quale ti sei trovato più in sintonia dal punto di
vista sia artistico che umano?
Certamente Mia martini. Questo non lo dico perché non é più tra noi,
ma perché da tutti i punti di vista é stato fino ad esso il rapporto
più piacevole, fluido, e di reciproca fiducia che abbia avuto nel corso di
questa mia piccola carriera. Lei non solo mi stimava molto, ma mi permetteva dal vivo di avere quella certa libertà espressiva che ogni
musicista italiano vorrebbe avere. E' una specie di sogno collettivo
che non si realizza quasi mai, io ho avuto questa fortuna. Dal punto di
vista umano, nonostante il suo carattere tormentato e lunatico, devo dire di
avere degli ottimi ricordi. Quei suoi abbracci interminabili ai
sond-check, i pranzi a casa sua (faceva una mousse al cioccolato eccezionale), e
dopo i concerti i grandi complimenti per le sonorità e il gusto. Suonare dal
vivo con lei era bello anche perché lei voleva sempre riarrangiare i suoi
vecchi
brani (e anche quelli nuovi) in maniera diversa lasciandoci piena di libertà di movimento, e questo permetteva al gruppo di sentirsi parte
integrante dello spettacolo e di provare una speciale
compartecipazione.
4. Raccontaci invece com'è iniziata la tua collaborazione con Venditti, che
è l'artista col quale hai collaborato di più sia dal vivo che su nastro.
Come dicevo prima l'ho conosciuto negli studi Trafalgar di Roma,
presentati (con me c'era il mio partner di sempre Maurizio Perfetto con cui lavoro
ormai da quasi 25 anni!) da Gaetano Ria, in quel momento il suo tecnico
di
fiducia. Noi avevamo composto dei pezzi per un altro artista in quel periodo e lì facemmo ascoltare a lui così, per fargli capire come
suonavamo e scrivevamo, invece Antonello rimase affascinato in particolare da un
pezzo che poi sarebbe diventato "21 MODI PER DIRTI TI AMO",
uno dei suoi successi dell'ultima ora.
Era l'epoca del disco "In questo mondo di ladri", e nacque
così questa collaborazione che ancor oggi continua soprattutto a livello
compositivo e live.
5. Molto noto è il tuo rifacimento nel 1995 con il gruppo Fluido Rosa dello show dei Pink Floyd The
Wall, con tanto di ricostruzione del
muro. Da cosa è nata la volontà di affrontare questa esperienza di remaking
adottando anche il nome "tradotto" della nota formazione?
All'interno del gruppo siamo più o meno tutti appassionati della
musica dei Floyds perché è così passionale, emozionante, ricca di sorprese e di
sonorità interessanti, avanti nel tempo. Comunque nel '93 fu Adriano
Lo
Giudice, il nostro bassista, che ebbe l'idea di formare questo gruppo.
E devo dire che dopo tanti anni siamo diventati veramente un'ottima band
di cover con un'accezione personale del termine, nel senso che
spontaneamente (e questo ce lo dicono i nostri fans) abbiamo dato un taglio nostro
alla
musica dei Floyds senza però snaturare il senso di quelle opere. The
Wall, poi, é la nostra maggiore fatica, perché solo dei pazzi come noi
potevano mettere su uno spettacolo del genere, con le enormi difficoltà che
puoi
immaginare (economiche ed organizzative). Comunque siamo molto
soddisfatti di questa band.
6. Nel tuo disco da solista hai inciso un pezzo con Demo Morselli, è
la prima volta che collaborate assieme?
Ci conoscevamo per via di Antonello, perché Demo partecipò a delle
session di fiati in ensemble su un paio di suoi dischi. Così pensammo insieme
al mio produttore Riccardo Giagni (la persona chiave della mia vita
musicale)
che sul brano "Panta Rei" la sua partecipazione sarebbe stata
perfetta e a detta di molti non ci siamo sbagliati. Poi lui é diventato famosissimo
per i suoi lavori televisivi e ci siamo persi di vista, nonostante adesso
é più
spesso a Roma di prima. Spero solo che abbia un buon ricordo di quella piccola collaborazione.
E comunque lui per me é forse il miglior trombettista italiano.
7. L ‘ultima comparsa in grande stile davanti agli italiani è
avvenuta durante l’ultimo live 2000 di Venditti, con tanto di apparizione a
San Remo. Senz’altro non è la prima volta che partecipi ad una manifestazione di questa portata…
Mah, non ho un grande ricordo di quella serata. Mi é sembrato tutto
molto finto, costruito, in fondo una promozione come le altre. E poi
Antonello, secondo me, non c'entrava niente in quella atmosfera e non aveva certo
bisogno di quel passaggio televisivo per vendere il suo nuovo disco.
Forse fare Sanremo in prima persona può essere più emozionante, o produrre,
seguire qualche cantate nuovo. Ma quando sei comunque gregario in una situazione non tua l'emozione é
relativa.
8. Anticipa agli amici di Music Adventures qualche progetto per il
futuro!
Abbiamo aperto il sito dei Fluido Rosa (web.tiscalinet.it/fluidorosa)
che ci ha portato già dei contatti importanti, e sto preparando un mio
sito personale. Sto lavorando alla colonna sonora dell'ultimo film di Marco
Bellocchio,
e
contemporaneamente a sonorizzazioni di documentari e a nuovi pezzi per Antonello. Sto tentando anche di ottenere un contratto per il cantante
dei Fluido Rosa, Gabriele Marciano, con cui ho prodotto una serie di pezzi
secondo me molto interessanti. Ci sono anche altre cose importanti per questa estate ma ancora in via di definizione.
9. Grazie della collaborazione!
Un saluto a tutti e a presto!. Danilo
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Il CD
di Davide
Sabadin |
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Respirate profondamente.Sentitevi completamente rilassati,calmate le
vostre emozioni ed i pensieri. Si susseguono le tracce di
"...segui...vivi" album di Danilo Cherni permettendoci così di
entrare nella profondità di "Luce del suono 1" e "Luce del suono
2", di assaporare la tromba di Demo Morselli in "Panta
Rei, il
fluttuare del piano dello stesso Cherni in "Hermann","Madreselva"
e "Bordeaux".
Le immagini di questa colonna sonora sono dentro di noi. Buon viaggio!
Per contattare Danilo Cherni potete scrivere a questo indirizzo: d.cherni@musicadventures.com
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DANILO
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