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POINT OF INTERVIEW                                        vai all'home page di Point Of Interview

ANDREA RIGONAT                                             

Andrea Rigonat, classe 1976, inizia a suonare la chitarra a nove anni prendendo le prime lezioni di chitarra moderna. Successivamente intraprende lo studio della chitarra classica per approfondire la tecnica e la lettura musicale sotto la guida del noto chitarrista goriziano Giulio Chiandetti. Nel 1993 consegue il diploma di compimento inferiore al conservatorio di Trieste e decide di proseguire gli studi nella musica “moderna”. Nel 1994 partecipa alla formazione di gruppi musicali locali e s’iscrive alla Lizard di Fiesole (FI) dove studia con Giacomo Castellano (chitarrista di Raf, I.Grandi, G.Grignani etc.) e Giovanni Unterberger armonia jazz, si perfeziona nella lettura musicale e nella tecnica dello strumento in particolare della chitarra elettrica. Nel 1995 si diploma con lode e, oltre ad insegnare in alcune scuole della regione, inizia le prime registrazioni in studio con gruppi e cantanti dell’area friulana e slovena. Nel 1996, tramite una jam session, conosce la cantante Elisa con la quale un anno più tardi affronterà prima una serie d’apparizioni televisive e concerti (il primo in apertura del concerto di Zucchero allo stadio di Palermo) e, in seguito, il tour italiano “Pipes and Flowers”nel 1998. Nel giugno 1998 è co-autore dell’hit-single d’Elisa “Cure me” e nello stesso mese insieme alla cantante supporta 30 date del tour europeo di Eros Ramazzotti suonando per platee numerosissime. Con Elisa partecipa ad importanti festivals suonando accanto a nomi quali Bjork, Tori Amos, Oasis etc. Nei mesi successivi assieme al batterista Carlo Bonazza (Prozac+, Elisa) forma la band POST con il quale è attualmente impegnato nella realizzazione di brani propri. Nell’aprile 2000 inizia un’altra serie di concerti in territorio italiano a promozione del CD “Asile’s Word” di Elisa partecipando anche a registrazioni televisive e radiofoniche. Collabora con alcune scuole musicali della regione e segue il gruppo sperimentale Clitocybe Nebularis (band composta con G.Pacorig, A. Fontana, M.Kellner, G.Maier) che presenta dal vivo un set di film noti avendo come base musicale la pura improvvisazione. In marzo 2001, successivamente al successo del brano “Luce” a Sanremo, prosegue il tour con Elisa in tutta la penisola italiana.

L'intervista ad ANDREA RIGONAT                                      di Sirjoe&Dablack

1. Ciao Andrea e benvenuto. Sei un musicista che da anni è impegnato a studiare e, nonostante la tua giovane età, puoi essere felice di avere raggiunto tantissime soddisfazioni. Da qualche parte però deve essere nata questa voglia di chitarra, come ti sei avvicinato a questo strumento? 
Genetica.. direi..!Mi è sempre piaciuto lo strumento "chitarra" sin da quando avevo due/tre anni e dopo i quattro me le facevo regalare da Babbo Natale!!!Saranno le sue curve!Eh1Eh! 
2. Quali sono i dischi che per te hanno rappresentato fonte di ispirazione?
 Sicuramente i dischi di Eric Clapton con i Bluesbrakeres e la Jimi Hendrix Experience con i quali mi sono avvicinato alla chitarra elettrica nel lontano 1988! Solo negli ultimi due anni mi sono avvicinato a Joni Mitchell che ritengo un'artista-chitarrista veramente notevole. 
3. Molti musicisti lamentano di non riuscire a trovare un supporto adeguato nell'ambiente in cui vivono, infatti non tutte le città offrono, per molteplici motivi, la possibilità di confrontarsi o di avere a disposizione strutture che funzionino. Qual è il consiglio che ti senti di dare a chi si trova a dover scegliere tra restare nell'ambiente in cui vive e lì costruire, oppure uscirne per incontrare nuove realtà in cerca di fortuna. 
Secondo me bisogna uscire al "momento giusto" cioè quando si è pienamente soddisfatti di un prodotto proprio che può essere una demo (video o audio) in modo tale da avere un buon biglietto da visita che dimostri i nostri intenti musicali (non solo i nostri virtuosismi esasperati!)
4. Cosa pensi manchi nell'ambiente discografico italiano a differenza di quello europeo o addirittura mondiale? Direi lo spessore del   suono!!! E' incredibile ma ancora al giorno d'oggi tutti i dischi prodotti in Italia non suonano mai come quelli inglesi o americani a parità di genere: da lì il motivo per il quale molti cantanti italiani se ne vanno all'estero a registrare ..mi verrebbe da pensare che è cosi' per l'aria! 
5. Grossa parte del pubblico ha iniziato ad ammirarti grazie alla collaborazione con Elisa, come vi siete conosciuti? 
Tramite una comunissima jam session in una sala prove nel 1996 un paio di mesi prima dalla sua partenza per la registrazione del suo primo album (Pipes and Flowers)..successivamente mi ha richiamato per riprodurre live le parti di Corrado Rustici (produttore e chitarrista del sopracitato album) 
6. Puoi vantare una vasta esperienza live, ma "nell'oscurità" stai affrontando un progetto più personale con una band diversa. Qual è il ruolo che preferisci, quello da concerto o quello da studio?
Ad essere sincero amo molto il ruolo di chitarrista da studio per la possibilità' di lavorare con gente e situazioni musicali differenti ed essere creativo e talvolta (!) originale. Del live mi piace soprattutto la scarica d'adrenalina che la gente ti può' dare e il "feeling di squadra" che si crea tra i musicisti. 
7. Hai maturato una tecnica personale in anni di duro studio, cosa consigli ai giovani chi si avvicinano ora al mondo della musica ed in particolare a quello della chitarra. 
Piuttosto che di tecnica parlerei di approccio personale a certe situazioni musicali: i due elementi che da sempre mi affascinano sono il SUONO e il RITMO. Cadendo pure in un luogo comune direi che una "bella" nota incastrata al posto giusto sia la cosa + gratificante (e anche difficile da fare !!) per un musicista.
8. Ed ora la parte tecnica: abbiamo visto le chitarre che usi durante il concerto di Elisa, raccontaci qualcosa di loro; ad esempio mi sembra che la tua Fender sia piuttosto "vintage", ........ il tuo parco effetti? 
Le chitarre che possiedo non sono vintage: lo sono diventate a forza di olio di gomito e dita!!!!Scherzi a parte uso delle Fender o Gibson con qualche customizzatura: per me sono ancora chitarre con le quali puoi suonare un po' tutti i generi musicali e, cosa non ultima,.. soddisfare l'occhio! 
9. Quanti sono e come vengono microfonati i tuoi amplificatori sull'impianto?
 
Quello che richiedo di solito sono due microfoni SM57 per avere l'immagine stereo. Al suono viene poi aggiunta solo un po' di equalizzazione:direi quindi che il suono uno se lo deve costruire bene a casa e sperare che sia buono anche con un impianto da 1ooooo watts! 
10. Quale sistema di monitoraggio usate sul palco? 
Monitors e cuffie per tastiere e batteria 
11. C'è qualche strumento o apparecchiatura alla quale sei particolarmente legato per caratteristica di suono o di funzionalità? Per caratteristiche sonore: la chitarra classica (uno strumento "senza veli" !). Per funzionalita': l'accordatore!

Grazie ad Andrea Rigonat per essere stato con noi, a presto!

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ANDREA RIGONAT


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