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POINT OF INTERVIEW                                                              

INTERVISTA AD ANDREA BRAIDO

Uno dei chitarristi più apprezzati del panorama musicale italiano, virtuoso e allo stesso tempo versatile , tanto da poter vantare nel suo curriculum collaborazioni con grandi artisti della musica italiana come Vasco Rossi, Zucchero, Ramazzotti, Pausini, Baccini, Mina , Ligabue .
Lo abbiamo incontrato dopo un seminario organizzato dalla scuola di musica di Monfalcone "Libera Accademia Della Musica"  & "Tam Tam Agency"
Lo ha intervistato per noi Danilo Rossi.


Ciao  Andrea , iniziamo scoprendo qual è stata la tua strumentazione iniziale: 
Visto che ho iniziato a suonare la chitarra classica il mio primo strumento è stato proprio una  chitarra classica coreana, una Orugel. Poi mi è stata regalata una chitarra dal gruppo nel quale  suonavo la batteria, una Eco tipo Stratocaster. In seguito mi sono comperato una Ibanez, imitazione Strato anni ’70, uguale a quella che aveva Ritchie Blackmore dei Deep Purple in Made In Japan, una sunburst con manico in acero e poi ho comprato un amplificatore Fender Princeton.
Questa è stata la mia strumentazione iniziale diciamo, più dei distorsori come usavo allora, dei pedali di distorsore ancora con i transistor al silicio.

a s c o l t a


E attualmente qual è la tua strumentazione ?
La strumentazione attuale prevede tutti i modelli classici con cui ho suonato da bambino, anzi da ragazzo perché da bambino suonavo ancora la batteria.
Tutti i modelli classici che ho sognato, dei miei eroi, perciò la Gibson diavoletto vista in mano a Santana e a Frank Zappa, la Strato vista in mano a Jeff Beck, Ritchie Blakcmore, Jimi Hendrix, la Fender Telecaster che aveva un mio amico il quale  me l’aveva fatta provare quando ho iniziato a suonare, le Gibson Les Paul…questi sono gli strumenti principali . Come  amplificazione mi avvalgo sempre di Marshall Plexi , oppure il Marshall JCM900 dual gain, quello con riverbero combo, poi Soldano 100 signature e VHT (Pitbull100 ndr)

a s c o l t a


Quali sono i tuoi musicisti di riferimento?
Sono tantissimi, sicuramente a livello Rock mi hanno influenzato Hendrix ( che è quello che mi ha fatto passare poi dalla batteria alla chitarra), i Deep Purple, Jeff Beck…tutti i suoi album…soprattutto quelli fusion , John McLaughlin, , tutti i “Davisiani” e le conseguenti diramazioni,  perciò Herbie Hancock , Chick Corea, Whyne Shorter, Stanley Clarke, Return To Forever, Mahavishnu Orchestra,  tutti i gruppi nati da questi leaders che suonavano con Miles Davis…beh tutti gli album  di Miles Davis stesso ovviamente…, tutti i grandi maestri del Jazz perciò Charlie Parker, Thelonious Monk, Charles Mingus,  Louis Armstrong,
Su altri generi musicali ho ascoltato molto Beethoven, che mi piace tantissimo…forse più di Bach dato che  Beethoven ha un temperamento più vicino al mio come tipo di ispirazione.
E poi i contemporanei…perciò Igor Stravinsy , George Ghershwin, che
è romantico però moderno…..e tanta musica latina, però sempre inerente ad un certo tipo di jazz.

a s c o l t a


Ci regali qualche trucco pratico da palco o da studio?
Beh, io, dico la verità, non ho mai avuto dei trucchi particolari, secondo me il trucco più importante è quello di essere attenti a quello che succede sul palco e avere le orecchie e gli occhi sempre aperti, perché ci possono essere situazioni in cui il suono, spostandosi di un metro , diventa veramente buono e stando davanti alla spia invece la cassa di riferimento ha un suono magari troppo brutto o metallico; perciò muoversi sul palco alla ricerca del suono ottimale e stare molto attenti a quello che succede a livello di dinamiche, trucchi particolari non ce ne sono. Andare su tranquilli, respirare profondamente e suonare.

a s c o l t a


Come hai vissuto all’inizio  la tua notorietà?
Devo fare una precisazione. Forse sono diventato noto col tour di Vasco Rossi per la maggioranza del pubblico perché nell’ambiente musicale ero già conosciuto dato che  avevo fatto due tour con Patty Pravo, avevo partecipato alla trasmissione di Fantastico di Pippo Baudo come concorrente suonando la chitarra insieme al nipote di Tullio De Piscopo e avevo già fatto un disco di Baccini, il primo, Baccini Cartoons e in più parecchi concerti jazz nell’area milanese e ligure . Perciò la notorietà l’ho vissuta come conseguenza di quello che io avevo dentro, sentivo che doveva succedere perché, dopo tutte le esperienze che avevo fatto precedentemente, l’unico posto dove c’era il rock era lì…e qualcuno dall’alto ha deciso che dovevo andare lì…così è stato ed ero pronto ad affrontare quell’esperienza.
L’ho vissuta molto da “trentino” se vogliamo…molto seriamente, lavorando sodo e dando pochissima confidenza…mi sono fatto un po’ un “muro” attorno a me perché ci tenevo a suonare bene prima di tutto e a dare alla gente delle emozioni; questo era quello che mi interessava fare e , del resto , mi interessa anche adesso…. però adesso sono un uomo, voglio dire…ho 12 anni in più di quell’avvenimento, ho tanta esperienza alle spalle sia live che da studio, ho girato il mondo, ho potuto rendermi conto di tante altre cose, ho conosciuto molte persone e sono maturato come uomo, quindi adesso, anche se ci sono le emozioni, tengo anche ad altre cose; allora mi sentivo un po’ attaccato…perché quando hai un talento purtroppo c’è sempre qualcuno che ti deve attaccare perché o gli dai fastidio, o è invidioso…allora io, da tipico montanaro, mi sono fatto un “muro” che era impenetrabile ed entrava soltanto chi volevo io e questo mi ha anche difeso, sono rimasto me stesso,  il ragazzo di prima, non mi sono certo montato la testa…questo è importante.

a s c o l t a


Ci racconti un aneddoto di quell’esperienza?
Eh…beh… ce ne sono tantissimi!
Un  aneddoto divertente e stato quando, durante la tournee di “fronte del palco” io ero stato dotato di radio microfono perché dovevo muovermi molto, negli assoli ad esempio di Liberi Liberi, Albachiara, cioè degli assoli dove io avevo una grande coda di spazio e dovevo finire io i concerti.
L’altro chitarrista, nonostante fosse stato chiamato da me (era un periodo di crisi e un altro chitarrista era stato mandato a casa, un chitarrista tedesco,) era stato chiamato come chitarrista ritimico ma ogni volta che io facevo gli assoli continuava a fare dei mimi strani come se stesse lui a fare l’assolo, non curandosi dell’aspetto musicale della cosa; a Torino, nella prima data italiana, a fatto tanto per volere il radiomicrofono anche lui…e Vasco gli disse “Stai attento…perché lì quando lui fa i soli si muove…cioè…hai capito…stai attento!” e l’altro “ Si sì…sì..”…insomma durante l’assolo di Liberi Liberi, io col manico mi dondolavo spesso quando facevo gli assoli, in uno stato quasi di trance…ad un certo punto sento “pam !”…un colpo tremendo con la paletta, era la sua faccia, si è beccato quattro punti sulla sopracciglia, sangue ovunque e Vasco gli ha detto “Ti sta bene…perché sei un asino…è più rock il sangue!”….. a me ha fatto ridere il fatto che Vasco gli ha detto “ è più rock il sangue ! ”.

a s c o l t a


Per concludere
Io finalmente, grazie all’aiuto di Andrea Bagnasco, (un “guitar-guru”, un chitarrista che si intende molto di liuteria, innanzi tutto mi ha fatto scoprire i Joe Barden che sono i pick up che uso su tutte le Fender, sono dei pick up che consiglio a chi ha bisogno di potenza ma mantendendo la personalità della chitarra single-coil  come  nel caso di una strato o di una tele,.
Ho fatto questo sito che da anni mi chiedevano, si chiama www.andreabraido.com dove potete trovare foto, strumentazione, discografia , alcuni  .mp3 da scaricare,  parecchie informazioni sui concerti e sulle mie attività.
Grazie e…suonate sempre di più!!! Ciao!

Grazie a te Andrea, buona musica!

a s c o l t a


                                                   By Danilo Rossi


Photo Gallery

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Andrea & Mina

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Andrea e la Ovation

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Andrea & Laura Pausini

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Andrea militare con la Raimundo

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Andrea & Vasco live!

foto estratte da www.andreabraido.com 


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