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POINT OF INTERVIEW                                                              

Intervista a  AMEDEO BIANCHI                                             di Michele Sponza

l'intervista                & 

          l'aneddoto

L'intervista

Madv: Come riesci a trovare un equilibrio tra la tua attività di session man e lo sviluppo della carriera solistica? Esiste secondo te una forma di contrasto tra questi due aspetti del lavoro di un musicista ?

Amedeo Bianchi: L' equilibrio tra l' attività di session man e quella di solista è implicito nella stessa professione che svolgiamo. Ossia non vi é contrapposizione artistica tra i due ruoli ma, viceversa, assoluta compenetrazione. A volte semmai, manca il tempo materiale per portare avanti entrambe le attività .
Ho sempre sostenuto che non é possibile suonare bene la propria musica se non si é capaci di interpretare con lo stesso impegno e serietà la musica di altri.
La musica classica rappresenta in questo senso il miglior esempio di ciò che ho appena detto. E' tramite un' approfondita conoscenza del repertorio classico che si può arrivare ad un personale stile di esecuzione, pur nell' assoluto rispetto della partitura.
Così le tante collaborazioni con artisti e le tante esperienze diverse mi hanno aiutato ad essere un buon giudice delle mie idee e dei miei spunti.

Madv: Attualmente sei in tour con Antonello Venditti: mi è sembrato di scorgere un tuo ruolo di "special guest" all' interno della band che lo accompagna; i tuoi interventi sono mirati o ti viene lasciata dell' autonomia?

A.B. Gli interventi con Antonello Venditti sono, come tutto il suo concerto, estremamente fedeli per l' 80% alla versione del disco. E' una scelta di Antonello quella di avere anche nelle performances live il suond e gli interventi che ha realizzato nei suoi dischi.
Vi é anche una parte di improvvisazione nei cosiddetti assoli, ma nel mio stile c' é sempre l' elemento della costruzione melodica e non quello del totale cambiamento: ossia tendo a sviluppare serata per serata una struttura melodica dell' assolo che mi piaccia, piuttosto che variarla ogni sera. Le parti "obbligate" le considero come fossero una partitura da far vivere ogni sera con il massimo della intensità e soprattutto della spontaneità.... Per alcuni versi ciò é tecnicamente più difficile che cambiare parti ogni concerto...

Madv: Che preparazione musicale deve avere un giovane strumentista che voglia intraprendere la carriere di turnista o di side man?

A.B. La preparazione richiesta per fare la professione é relativa ovviamente
alla carriera che si vuole intraprendere.
Non mi occupo in questa sede della carriera classica che richiede in ogni caso un diploma di Conservatorio del proprio strumento con il conseguente svolgimento del programma ministeriale ( uguale per tutta Italia).
Nel caso della musica "leggera" o jazz non esiste un percorso obbligato, o un diploma necessario; ogni musicista interpellato a proposito racconterà un proprio personale ed unico percorso. Trovo sia necessaria, come partenza, una buona tecnica (suono-lettura - improvvisazione) e soprattutto una buona disposizione mentale e psicologica ad una professione che non ha regole e poco "repertorio" al quale rifarsi.
Questa "base" comprende uno studio serio di almeno 4/5 anni.
Solo in seguito consiglio di approfondire e dedicarsi alle proprie attitudini musicali più specifiche. Oggi rispetto a 20 anni fà vi sono molte scuole in più e molti metodi, libri e cd da studio; é quindi sicuramente più facile approfondire i settori della musica che amiamo.

Madv: Come si adatta la propria personalità artistica alle necessità dell' artista che ti ingaggia?

A.B.La propria personalità artistica non é un elemento monolitico attorno al quale fare ruotare la propria azione musicale. Voglio dire che é un grande esercizio di personalità provare sempre ad eseguire parti che magari "spontaneamente" non suoneremmo.
Attraverso il massimo dell' impegno in questa direzione possiamo apprendere elementi di noi stessi che neanche conosciamo. Peraltro, provare ad eseguire nel migliore dei modi una parte consigliata é anche il migliore dei modi per proporre una eventuale alternativa personalizzata.

Madv: Ti è mai capitato di dover portare avanti un lavoro non particolarmente appagante? Come gestisci le tue energie in un caso simile?

A.B. Sì. Con lo stesso impegno di quando svolgo un lavoro appagante. La relatività della musica ed i personali gusti non devono influire sulla professionalità e sull' impegno.
Ciò che per me é brutto per un altro é bello: c' é posto per tutti!

Madv: Che rapporto hai con internet e cosa pensi del fenomeno MP3?

A.B. Internet é sicuramente un mezzo straordinario; sono tre anni che "navigo" e superate le prime "ubriacature" ed alcuni "naufragi", lo faccio in modo abbastanza funzionale ai miei interessi.
Innanzitutto uso molto la posta elettronica dato che la mia attività solistica in America esige molti contatti e questo é il modo più veloce ed economico. Poi mi interessano i siti delle radio di Smooth Jazz per capire quali siano le tendenze attuali, siti di interesse generale, in questo senso c' é un bel tam-tam tra navigatori. Considero anche Internet un buon veicolo promozionale per i propri progetti.
Non considero MP3 una alternativa al cd.
Innanzitutto ci sono enormi problemi per le ripartizioni degli utili, e poi vi sono ancora troppi rischi di pirateria.
Il mio parere personale é che bisogna incentivare l' amore per l"oggetto - CD" cd limitandone i costi e aumentando la cultura del possesso e dell' ascolto approfondito della musica.
Una persona che ama un artista desidera in genere due cose: vederlo dal vivo ed avere un suo documento sonoro da ascoltare.
Negli ultimi anni mi sembra che in Italia si sia alimentata la cultura dell' allontanamento degli artisti invece che quella dell' avvicinamento: concerti negli stadi a distanze improbabili, acustiche a dir poco ridicole, playback vari, cd a prezzi stratosferici e radio dalle quali registrare le canzoni che vanno per la maggiore.
Bisognerebbe ricordare che la musica non é gratis, e quindi va pagata come si paga un qualunque oggetto in vendita, ma può non costare cosìtanto se tutti la pagano.
E' un discorso lungo e forse non é questa la sede.

Madv: Che cosa ti piacerebbe fare musicalmente che non hai ancora realizzato?

A.B. Ho avuto tante esperienze e per questo motivo mi é difficile dire cosa vorrei fare che non ho fatto: ciò che manca é sempre di più di ciò che si ha fatto!
Con il mio secondo disco americano " Coming Home" credo che avrò comunque
delle ottime occasioni per divertirmi ed avere esperienze nuove....Ti saprò dire presto!

Madv: Dopo tante esperienze, hai fatto l' abitudine a stare in palco oppure ci sono ancora delle emozioni come se fosse la prima volta?

A.B. Non esiste l' abitudine ad una emozione!
L' emozione si rigenera in uno scambio tra ciò che fai e come sei tu.
L' emozione della prima volta non potrà mai ripetersi, come però non potrà mai ripetersi nulla della nostra vita dato che ogni momento non é mai uguale ad un altro. Certo oggi salgo su un palco con una tranquillità professionale maggiore, ma l' emozione non sono io a deciderla: prendo ciò che viene e cerco di trasformarlo in musica.
 


L' aneddoto. 

Amedeo Bianchi:
Durante uno dei tour con Eros Ramazzotti ci trovavamo in Messico e tra la data a Città Del Messico e la successiva a Monterrey ci eravamo presi tre giorni di vacanza a Can Cun.
Il giorno del concerto avevamo il volo alle 10 di mattina per Monterrey, ma l' aereo  sul quale dovevamo imbarcarci, a seguito di una piccola collisione a terra, non poté arrivare a Can Cun.
Eravamo bloccati, senza possibilità di un volo privato né altro, dati i tempi strettissimi... insomma una situazione veramente imbarazzante! (Eros anche in questa occasione ha dato prova di equilibrio e tranquillità, dicendoci di non preoccuparci che avremmo trovato una soluzione!)
Insomma...tanto é stato fatto  e tante persone sono state smosse....che nel tardo pomeriggio é stato fatto fare uno scalo non previsto ad un volo della Mexicana Airlines e siamo arrivati all'aeroporto di Monterrey alle 9 di sera: lì eravamo attesi  dalle volanti della polizia che ad una velocità folle ( ...lì si che abbiamo rischiato la pelle!...) ci hanno portato all' arena per il concerto.
Alle 21.30, come se niente fosse, eravamo tutti sul palco a suonare...
Questo é uno tra tanti aneddoti, ma a ben pensarci ce ne sarebbero veramente tanti da raccontare dopo 57 tournée....
Sicuramente il prossimo sarà il più divertente!

                                                                                      >>>>>>>> di Michele Sponza


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Amedeo Bianchi


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