Madv: Come riesci a trovare un equilibrio tra la
tua attività di session man e lo sviluppo della carriera solistica?
Esiste secondo te una forma di contrasto tra questi due aspetti del lavoro
di un musicista ?
Amedeo Bianchi: L' equilibrio tra l' attività di session
man e quella di solista è implicito nella stessa professione che
svolgiamo. Ossia non vi é contrapposizione artistica tra i due ruoli ma,
viceversa, assoluta compenetrazione. A volte semmai, manca il tempo
materiale per portare avanti entrambe le attività .
Ho sempre sostenuto che non é possibile suonare bene la propria musica se
non si é capaci di interpretare con lo stesso impegno e serietà la
musica di altri.
La musica classica rappresenta in questo senso il miglior esempio di ciò
che ho appena detto. E' tramite un' approfondita conoscenza del repertorio
classico che si può arrivare ad un personale stile di esecuzione, pur
nell' assoluto rispetto della partitura.
Così le tante collaborazioni con artisti e le tante esperienze diverse mi
hanno aiutato ad essere un buon giudice delle mie idee e dei miei spunti.
Madv: Attualmente sei in tour con Antonello
Venditti: mi è sembrato di scorgere un tuo ruolo di "special
guest" all' interno della band che lo accompagna; i tuoi interventi
sono mirati o ti viene lasciata dell' autonomia?
A.B. Gli interventi con Antonello Venditti sono, come tutto
il suo concerto, estremamente fedeli per l' 80% alla versione del disco.
E' una scelta di Antonello quella di avere anche nelle performances live
il suond e gli interventi che ha realizzato nei suoi dischi.
Vi é anche una parte di improvvisazione nei cosiddetti assoli, ma nel mio
stile c' é sempre l' elemento della costruzione melodica e non quello del
totale cambiamento: ossia tendo a sviluppare serata per serata una
struttura melodica dell' assolo che mi piaccia, piuttosto che variarla
ogni sera. Le parti "obbligate" le considero come fossero una
partitura da far vivere ogni sera con il massimo della intensità e
soprattutto della spontaneità.... Per alcuni versi ciò é tecnicamente
più difficile che cambiare parti ogni concerto...
Madv: Che preparazione musicale deve avere un
giovane strumentista che voglia intraprendere la carriere di turnista o di
side man?
A.B. La preparazione richiesta per fare la professione é
relativa ovviamente
alla carriera che si vuole intraprendere.
Non mi occupo in questa sede della carriera classica che richiede in ogni
caso un diploma di Conservatorio del proprio strumento con il conseguente
svolgimento del programma ministeriale ( uguale per tutta Italia).
Nel caso della musica "leggera" o jazz non esiste un percorso
obbligato, o un diploma necessario; ogni musicista interpellato a
proposito racconterà un proprio personale ed unico percorso. Trovo sia
necessaria, come partenza, una buona tecnica (suono-lettura -
improvvisazione) e soprattutto una buona disposizione mentale e
psicologica ad una professione che non ha regole e poco
"repertorio" al quale rifarsi.
Questa "base" comprende uno studio serio di almeno 4/5 anni.
Solo in seguito consiglio di approfondire e dedicarsi alle proprie
attitudini musicali più specifiche. Oggi rispetto a 20 anni fà vi sono
molte scuole in più e molti metodi, libri e cd da studio; é quindi
sicuramente più facile approfondire i settori della musica che amiamo.
Madv: Come si adatta la propria personalità
artistica alle necessità dell' artista che ti ingaggia?
A.B.La propria personalità artistica non é un elemento
monolitico attorno al quale fare ruotare la propria azione musicale.
Voglio dire che é un grande esercizio di personalità provare sempre ad
eseguire parti che magari "spontaneamente" non suoneremmo.
Attraverso il massimo dell' impegno in questa direzione possiamo
apprendere elementi di noi stessi che neanche conosciamo. Peraltro,
provare ad eseguire nel migliore dei modi una parte consigliata é anche
il migliore dei modi per proporre una eventuale alternativa
personalizzata.
Madv: Ti è mai capitato di dover portare
avanti un lavoro non particolarmente appagante? Come gestisci le tue
energie in un caso simile?
A.B. Sì. Con lo stesso impegno di quando svolgo un lavoro
appagante. La relatività della musica ed i personali gusti non devono
influire sulla professionalità e sull' impegno.
Ciò che per me é brutto per un altro é bello: c' é posto per tutti!
Madv: Che rapporto hai con internet e cosa pensi del
fenomeno MP3?
A.B. Internet é sicuramente un mezzo straordinario; sono tre anni
che "navigo" e superate le prime "ubriacature" ed
alcuni "naufragi", lo faccio in modo abbastanza funzionale ai
miei interessi.
Innanzitutto uso molto la posta elettronica dato che la mia attività
solistica in America esige molti contatti e questo é il modo più veloce
ed economico. Poi mi interessano i siti delle radio di Smooth Jazz per
capire quali siano le tendenze attuali, siti di interesse generale, in
questo senso c' é un bel tam-tam tra navigatori. Considero anche Internet
un buon veicolo promozionale per i propri progetti.
Non considero MP3 una alternativa al cd.
Innanzitutto ci sono enormi problemi per le ripartizioni degli utili, e
poi vi sono ancora troppi rischi di pirateria.
Il mio parere personale é che bisogna incentivare l' amore per
l"oggetto - CD" cd limitandone i costi e aumentando la cultura
del possesso e dell' ascolto approfondito della musica.
Una persona che ama un artista desidera in genere due cose: vederlo dal
vivo ed avere un suo documento sonoro da ascoltare.
Negli ultimi anni mi sembra che in Italia si sia alimentata la cultura
dell' allontanamento degli artisti invece che quella dell' avvicinamento:
concerti negli stadi a distanze improbabili, acustiche a dir poco
ridicole, playback vari, cd a prezzi stratosferici e radio dalle quali
registrare le canzoni che vanno per la maggiore.
Bisognerebbe ricordare che la musica non é gratis, e quindi va pagata
come si paga un qualunque oggetto in vendita, ma può non costare
cosìtanto se tutti la pagano.
E' un discorso lungo e forse non é questa la sede.
Madv: Che cosa ti piacerebbe fare musicalmente
che non hai ancora realizzato?
A.B. Ho avuto tante esperienze e per questo motivo mi é
difficile dire cosa vorrei fare che non ho fatto: ciò che manca é sempre
di più di ciò che si ha fatto!
Con il mio secondo disco americano " Coming Home" credo che
avrò comunque
delle ottime occasioni per divertirmi ed avere esperienze nuove....Ti
saprò dire presto!
Madv: Dopo tante esperienze, hai fatto l'
abitudine a stare in palco oppure ci sono ancora delle emozioni come se
fosse la prima volta?
A.B. Non esiste l' abitudine ad una emozione!
L' emozione si rigenera in uno scambio tra ciò che fai e come sei tu.
L' emozione della prima volta non potrà mai ripetersi, come però non
potrà mai ripetersi nulla della nostra vita dato che ogni momento non é
mai uguale ad un altro. Certo oggi salgo su un palco con una tranquillità
professionale maggiore, ma l' emozione non sono io a deciderla: prendo
ciò che viene e cerco di trasformarlo in musica.
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