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Giā dal titolo di questo CD si intuisce qualcosa
sul sound di questa band messinese mentre nel mondo della musica pop
si cerca di tutto per ottenere suoni puliti e alta fedelā nella
riproduzione di voci e strumenti spesso con un' inevitabile perdita di
feeling e rendendo quasi sterili e artificiali i sound.
Nelle 12 tracce di questo loro secondo album i KBT
affrontano stili strettamente collegati al blues ma dai sapori
"old style" ottimamente curati nella loro "roughness".
La band a mio avviso dā il suo meglio in brani
come "The Arms Of The Night", "The Blues Hit
The Road
Again " e il divertente "Four Swingin' Biscuit".
Stiamo parlando di un quartetto classico dal gusto
elettroacustico formato da Nino Fazio - chitarra e voce, Michele Lotta
- armonica, kazoo e cori, Daniele "Big Boy" Camarda basso
elettrico ed acustico, Mauro "Killer" Mancuso - batteria.
Alcune note tecniche del bandleader forniscono
ulteriori informazioni sulla voglia di ricercare i giusti suoni per lo
stile della band: infatti il CD č stato registrato con una tecnica
quasi d' altri tempi (la sala prove č stata usata come studio di
registrazione e un vecchio registratore a cassetta Tascam ha ripreso
la band, mentre il mixaggio č stato effettuato in uno studio)
Una particolare cura č stata poi messa nell' uso
delle chitarre di cui il chitarrista Nino Fazio ci fa pervenire i dati
relativi, causando nel recensore di questo album un forte senso di
invidia e una propensione all' abigeato...
Ecco dunque i legni adoperati: Gibson L - 5 del
'30, Gibson Super 400 del '34, Gibson ES - 350 Premier
del '47, Gibson
ES - 345 del '59, National Triolian del '32... alcune immagini vi
fanno giā capire di che si tratta!
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