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per
il dodicesimo anno consecutivo le donne del blues protagoniste nelle
principali località del Piemonte
La Dodicesima edizione di “Blues al Femminile” rende omaggio al
ruolo giocato dalla fotografia nella documentazione visiva del canto
blues e della sua ricchezza di accenti e sfumature emotive. Lo fa in
collaborazione con James Fraher, celebre fotografo americano, del
quale verrà allestita – per la prima volta – in Italia – in ottobre
- la mostra RITRATTI IN BLUE presso il Centre Culturel Français de
Turin.
La scelta delle immagini sarà – ovviamente – tutta al femminile: una
serie di suggestivi ritratti in bianco e nero di protagoniste della
scena blues contemporanea, da Barbara Lynn a Koko Taylor, da Nora
Jean Wallace e Granny Jenkins, da Myra Taylor a Katie Jackson,
realizzati in posa o dal vivo tra la Windy City e Houston, tra il
South Carolina e Kansas City.
La rassegna organizzata dal Centro Jazz Torino con il contributo
della Regione Piemonte e della Compagnia di San Paolo ed il sostegno
di numerose associazioni ed amministrazioni comunali e provinciali
(tra cui Torino, Asti, Savigliano, Vercelli, Novara, Verbania,
Casale), si svilupperà in Novembre e Dicembre 2002 con una trentina
di concerti in diversi comuni di tutte le provincie del Piemonte, di
tre eccellenti vocalist in rappresentanza di diverse aree
stilistiche che fanno capo alla grande famiglia del blues e del
gospel.
Si tratta di un progetto unico in Italia di diffusione della musica
jazz e blues: a dimostrazione dello straordinario contributo dato
dalle voci femminili all’evoluzione della musica afromericana, la
rassegna dedica spazio alla versatile gamma espressiva al femminile,
mettendo a confronto personalità artistiche differenti.
Si presenta in esclusiva per il territorio, per la prima volta in
Italia o addirittura in Europa, alcune delle personalità più genuine
e rappresentative dei diversi scenari urbani e rurali d’oltreoceano,
capaci di muoversi dal blues più schietto al più sofisticato
standard jazzistico, dal rhythm&blues più elettrico al soul più
sanguigno.
Il programma 2002 di “Blues al femminile” appare particolarmente
rimarchevole per la qualità e la varietà espressiva delle
protagoniste, mettendo a confronto i talenti di Jeanne Trevor con il
Trio di Smon Rowe, una delle voci jazzistiche più creative e
originali del Midwest, capace di scelte tematiche raffinatissime e
di interpretazioni profonde quanto eccentriche, di Gwen “Sugar Mama”
Avery con il suo gruppo, tutto al femminile, le Blues Sistahs, una
impetuosa cantautrice e pianista, in chiave soul-blues, attiva sul
sempre vitale scenario della Bay Area di San Francisco e di Betty
Winn con le sue One A-Chord Gospel Singers, poliedrico gruppo vocale
di New Orleans che tiene desto il linguaggio più limpido e verace
della chiesa gospel.
Parallelamente ai vari spettacoli, la manifestazione si articola in
cicli di incontri condotti dallo storico Luciano Federighi,
corredati dalla visione di rari filmati, dall’ascolto di inediti
brani musicali e da preziosi saggi monografici appositamente
prodotti.
INFORMAZIONI: Associazione Culturale Centro Jazz Torino - via Pomba
4 Torino
tel. 011 884477 fax 011 8126644 - www.centrojazztorino.it -
centrojazz@centrojazztorino.it
UFFICIO STAMPA:
NICO IVALDI 335 6352842

BLUES AL FEMMINILE
XII EDIZIONE
OTTOBRE- NOVEMBRE- DICEMBRE 2002
Eventi proposti:
30 concerti distribuiti sul territorio regionale, coinvolte le
provincie di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino,
Vercelli, Verbania
10 incontri/conferenze a Torino ed in diversi centri della Regione
mostra fotografica.
PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA
RITRATTI IN “BLUE” : le fotografie di James Fraher
31 FOTO DI JAMES FRAHER, IL REPORTER DELLE ARTISTE BLUES
dal 24 ottobre al 22 dicembre 2002
Centre Culturel Français de Turin
Via Pomba 23
conferenza stampa di presentazione della mostra e della rassegna
mercoledì 23 ottobre ore 11
con l’artista presente presso il Centre Culturel Français
30 CONCERTI DAL 6 NOVEMBRE AL 22 DICEMBRE
dal 6 novembre al 17 novembre
JEANNE TREV0R & THE SIMON ROWE TRIO
Jeanne Trevor, vocal - Simon Rowe, piano - Willem von Hombracht,
contrabbasso
Peter Wilhoit, batteria
Una delle voci femminili più singolari nella generazione successiva
a quella delle grandi maestre del moderno canto jazz, Jeannie Trevor
si colloca nel pieno della straordinaria tradizione canora di St.
Louis, del suo splendido equilibrio di blues, gospel, jazz e soul.
Attiva sulla scena jazzistica della città del Missouri sin dagli
anni Sessanta, l’epoca d’oro di Gaslight Square e dei suoi tanti
night club, Jeannie ha parallelamente esercitato la sua eccentrica
quanto radicata personalità canora in significative esperienze
teatrali, cinematografiche e televisive: e al pari di illustri
modelle come Pearl Bailey o Della Reese, ha sviluppato la capacità
di muoversi nello spazio di una canzone con lo spirito dell’attrice,
con una rimarchevole attenzione per il dettaglio narrativo e
descrittivo. La sua voce dai peculiari contrasti agrodolci, tra
soffici velature castane e riverberanti aperture metalliche, la
Trevor si tiene in prezioso equilibrio tra una marcata sensibilità
soul-jazz, evocativa di Etta Jones o di Gloria Lynne, e un
sofisticato gusto teatral-cabarettistico, creando tra un brano e
l’altro (e talora all’interno dello stesso brano) un peculiarissimo
bilanciamento di piano e forte, di intimismo ed esuberanza, di
opacità e lucentezza, di ironica vulnerabilità e di fiera (ma sempre
emotivamente sfaccettata) determinazione.
Il primo album di grande pregio della cantante di St. Louis è Pow!,
realizzato intorno al 1965 per la Mainstream con un incisivo
quartetto di jazzmen suoi concittadini, mette a fuoco la giovanile
energia di una Jeannie già stilisticamente definita, capace di
scelte tematiche originali e di interpretazioni fortemente
personalizzate di standard come “People Will Say We’re In Love”.
Aspra e veementemente bluesy in “Get Out Of My Life”, la Trevor sa
esprimersi con sensibilità e naturalezza tanto come swinger (“I Know
That You Know”) che come balladeuse (“Don’t Blame Me”), esibendo un
fraseggio spesso sorprendente nelle sue asimmetrie e nei suoi
intriganti detours, nell’alternanza di succosi portamenti e argute
sospensioni, e una dizione di rara, palpabile eleganza. Quella
eleganza che - in una veste matura ma sempre estrosa - si apprezza a
fondo nel Cd Catalyst del 1999, Love You Madly, che si riallaccia al
disco precedente attraverso il remake dello spiritoso e sensuale
“Visit Me”. In compagnia del trio del pianista Simon Rowe (al suo
fianco anche per “Blues al femminile”) e del sassofonista tenore
Willie Akins, Jeannie spazia dalla struggente nostalgia di “When The
World Was Young” alla serena visione gospel di “Give Me Jesus”.
Maestra di atmosfere brumose e riflessive, la cantante rende letture
penetranti quanto sottilmente ambigue di due della più immaginifiche
e suggestive ballads jazzistiche, “A Lazy Afternoon” e “Spring Can
Really Hang You Up The Most”: ma sa anche abbandonarsi al contagioso
e ammiccante clima blues di Louis Jordan in “Early In The Morning”,
modulato con humor in un parlando musicalissimo, dal taglio
fluidamente percussivo e dai colori e dagli accenti variegati, e
liberare qua e là uno scat sapidamente bizzoso e contrastato.
dal 21 novembre al 1° dicembre
GWEN "Sugar Mama" AVERY & THE BLUES SISTAHS
Gwen Avery, leader, keyboard and vocal - Pat Wilder, guitar, lead
-Ayla Davila, bass guitar
Stephanie Tech, guitar, rhythm and lead -Yolanda Bush, drummer
“Se uno gettasse Bessie Smith, Etta James, Satchmo, Ma Rainey, Nina
Simone, Esther Phillips e Mahalia Jackson in un calderone e
mescolasse a fondo, il risultato sarei io.” Così, con candido gusto
metaforico, la cantante, pianista e compositrice Gwen Avery descrive
la propria personalità artistica, frutto della combinazione di
antico e moderno, profano e sacro, della grande tradizione
afroamericana. Tuttavia il fascino della voce singolare e
potentemente emotiva di Gwen - un contralto largo e carnoso, dai
margini sfrangiati e dal profondo e cangiante respiro soulful - non
nasce soltanto dalla schietta e irrequieta miscela di tanti nobili
influssi: sprigiona anche dalla insolita veracità del suo
confrontarsi con umori e racconto dei blues, inni e canzoni che
compongono il suo eclettico repertorio, dall’appassionata tensione
autobiografica che pervade ogni performance.
Gwen Avery, oggi cinquantenovenne, è legata alla fluida e complessa
scena culturale della Bay Area: ma le sue radici sono nell’Est
appalachiano, nella Pennsylvania di grandi voci femminili come Ethel
Waters, Clara Ward, Lorraine Ellison, Dakota Staton. Nativa di
Verona, nei dintorni di Pittsburgh, Gwen è stata allevata nella
ruvida ma cordiale atmosfera del juke joint che la nonna gestiva,
sviluppando così senso dell’intrattenimento, gusto per lo
storytelling, una marcata comunicativa scenica. Nell’area di San
Francisco è giunta sul finire degli anni Sessanta, attratta
dall’anticonformismo e dalla libertà di costumi della metropoli
californiana, porto sicuro per chi come lei aveva da tempo preso
coscienza della propria omosessualità. Nel clima musicale variegato
di San Francisco Gwen prestò inizialmente la sua vocalità sanguigna
a gruppi rock come Full Moon Band e nel 1977 fece il debutto
discografico, registrando una pezzo di sua composizione, “Sugar Mama”,
per un album collettivo intitolato Lesbian Concentrate. Dopo un
lungo periodo di oscurità, Gwen Avery ha gradualmente ricostruito la
propria carriera attraverso gli anni Novanta. L’incontro con
un’altra veterana della musica nera della Bay Area, la produttrice
Linda Tillery, ha portato nel 2000 all’incisione di un maturo Cd,
Sugar Mama, aperto da una nuova, seducente versione del brano del
titolo e chiuso da una lettura punchy e danzante del più classico
dei gospel song, “Precious Lord”. In un elegante e ben contrastato
clima jazz-soul-blues, Gwen vi rivisita con piglio estroso, tra i
chiaroscuri e le increspature melismatiche del suo grasso, torrido
strumento, il songbook di Nina Simone(“Sugar In My Bowl”), di
Leonard Cohen (“Suzanne”), di B.B. King (“The Thrill Is Gone”), e vi
esibisce attraverso la propria scrittura (spesso sessualmente
esplicita) una sorprendente diversità di emozioni, dalla riflessiva
malinconia di “Sad Song” allo slancio giubilante di “I’m On My Way”.
In Piemonte Gwen Avery giunge alla testa del quartetto delle Blues
Sistahs: lo stesso pugnace gruppo tutto al femminile che la
accompagna nelle frequenti apparizioni nei club di Oakland o Santa
Cruz, in college della West Coast, in prigioni per donne dal
Colorado al North Carolina.
dal 9 al 22 dicembre
BETTY WINN & ONE A-CHORD GOSPEL SINGERS
Betty Winn, leader and vocal
Ke’ Imba Gilmore, vocal
Margueret Smith, vocal
Barbara Davis, vocal
Diane Peterson, keyboard and vocal
Shannon Brown, drummer and vocal
In un’epoca in cui buona parte della musica religiosa nera sta
prendendo le distanze dai valori sostanziali e profondi della
propria tradizione, da quel meraviglioso equilibrio di creatività e
urgenza espressiva intuito da compositori come Thomas A. Dorsey e
W.H. Brewster e sviluppato in diverse direzioni stilistiche dai loro
discepoli attraverso il Ventesimo Secolo, gruppi come One A-Chord di
Betty Winn hanno un ruolo prezioso e insostituibile: ci ricordano
come la libera decorazione vocale (abusata da tante star nere
contemporanee, in area sacra e in area profana, più barocche che
autenticamente incisive) debba coniugarsi a un senso immediato e
limpido del racconto e della testimonianza emotiva, come misura ed
essenzialità siano fondamentali anche in un idioma in apparenza
dominato da potenza e virtuosismo. Il gospel tradizionale è la
nostra passione, sostiene Betty Winn. E lo dimostra nelle
performances alla testa di una formazione che segue le orme dei
classici quartetti e gruppi femminili (le Davis Sisters, le
Meditation Singers, le Gospel Harmonettes di Dorothy Love Coates, le
Caravans di Albertina Walker, Inez Andrews e Shirley Caesar), in una
maniera del tutto originale, legata agli umori variegati e ai
fermenti musicali di una metropoli - New Orleans - che al gospel e
alle sue ramificazioni secolari ha dato alcuni degli interpreti più
memorabili di ogni tempo, da Mahalia Jackson a Bessie Griffin, da
Johnny Adams a Irma Thomas.
Fondato nel 1995 da Betty e dal marito Thomas Winn, produttore, One
A-Chord raccoglie voci femminili tra le più esperte e dinamiche
dell’odierno gospel di New Orleans. Come suggerisce lo stesso nome,
con il suo arguto bisticcio fonico (in piena armonia o un accordo di
“la”), il gruppo basa la sua forza sulla compattezza e ricchezza del
gioco armonico: ma anche sulla intrigante varietà (e al contempo
solidità) delle scelte ritmiche, tipiche del resto della scena
multiculturale della Città del Golfo, sulla vigorosa dialettica
(riflessa, sulla scena, da una muscolare e musicale plasticità di
movimenti), sulla complementarità e ampiezza cromatica della
tavolozza solistica, sul contrasto - in particolare - tra la
inquieta quanto pugnace vocalità della leader, con la sua grana
sabbiosa e solare, i suoi margini asprigni, quasi buesy, il suo
complesso equilibrio melodico-ritmico, e l’imponente, ombroso
contralto di Margaret Smith, dalla solenne e ieratica fierezza.
Ospite regolare del tendone gospel del festival jazz di New Orleans,
One A-Chord ha documentato la sua vitalità espressiva e la sua
profondità spirituale in due album rimarchevoli: Bound For Glory,
aperto sul fremente, contagioso abbandono di “This Train” e “Take Me
To The Water”, e il recente Shout Hallelujah. Quest’ultimo, che
affianca una orgogliosa e struggente lettura del patriottico “My
Country ‘Tis Of Thee” a un’ammiccante e danzante episodio di sapore
caraibico come “Shut De Do’” o a un arioso tema contemporaneo come
“Center Of My Joy”, rivela in pieno anche lo spirito eclettico del
gruppo: sempre nel segno, tuttavia, di quella eloquenza e
determinazione celebrativa che caratterizzano le sue prove dal
piglio più schiettamente tradizionale, da “Just A Closer Walk With
Thee” a un medley abilmente contruito intorno a “The Saints”.
CALENDARIO CONCERTI BLUES AL FEMMINILE
JEANNE TREVOR & THE SIMON ROWE TRIO
Jeanne Trevor, voce - Simon Rowe, piano - Willem von Hombracht,
contrabbasso - Peter Wilhoit, batteria
6 novembre BORGOSESIA Teatro Pro Loco Via Sesone 8 ore 21 gratuito
7 novembre OLEGGIO Teatro Comunale Via Roma 43 ore 21 gratuito
8 novembre NOVI LIGURE Basilica di S.Maria Maddalena ore 21 gratuito
9 novembre TORINO Piccolo Regio Puccini Piazza Castello 215 ore
21.15 15€, 12 €,9€
10 novembre SAVIGLIANO Teatro Milanollo Piazzale Turletti 7 ore 21
10 €, 5 €
12 novembre ASTI Salone Istituto di Musica G. Verdi Via Natta ore 21
10 €, 5 €
14 novembre OMEGNA Teatro Sociale Via Carducci 8 ore 21 5 €
15 novembre CASALE MONFERRATO Salone Tartara Piazza Castello ore 21
5 €
16 novembre GAGLIANICO Auditorium Comunale Via XX Settembre 10 ore
21 5 €
17 novembre PINEROLO Circolo Sociale Piazza Duomo 10 ore 21.15 10 €
GWEN "Sugar Mama" AVERY & THE BLUES SISTAHS
Gwen Avery, leader, tastiere e voce - Pat Wilder, chitarra -
Stephanie Tech, chitarra - Ayla Davila, basso -Yolanda Bush,
batteria
21 novembre VERBANIA Teatro Sociale Piazza Matteotti 25, Intra ore
21 5 €
22 novembre BORGO VERCELLI Palestra Comunale Via Tasso ore 21
gratuito
23 novembre GAGLIANICO Auditorium Comunale Via XX Settembre 10 ore
21 5 €
24 novembre VESPOLATE Sala Polifunzionale Via Don Minzoni ore 21
gratuito
25 novembre NOVI LIGURE Teatro Ilva Corso Piave ore 21 gratuito
26 novembre ASTI Teatro Alfieri Via Al Teatro 2 ore 21 10 €, 5 €
28 novembre CASALE MONFERRATO Salone Tartara Piazza Castello ore 21
5 €
29 novembre SAVIGLIANO – Teatro Milanollo Piazzale Turletti ore 21
10 €, 5 €
30 novembre TORINO Piccolo Regio Puccini Piazza Castello 215 ore
21.15 15 €,12 €,9€
1° dicembre PINEROLO Circolo Sociale Via Duomo 1 ore 21.15 10 €
BETTY WINN & ONE A-CHORD GOSPEL SINGERS
Betty Winn, voce e leader - Ke’ Imba Gilmore, voce - Margueret Smith,
voce – Barbara Davis, voce - Diane Peterson, tastiere e voce -
Shannon Brown, batteria e voce
10 dicembre ASTI Teatro Alfieri Via Al Teatro 2 ore 21 10 €, 5 €
11 dicembre NOVI LIGURE Chiesa di San Pietro Via Roma ore 21
gratuito
12 dicembre VILLADOSSOLA Teatro Centro Culturale La Fabbrica ore 21
5 €
13 dicembre ROMAGNANO SESIA Sala Polivalente Istituto Sacro Cuore
ore 21 gratuito
14 dicembre GAGLIANICO Auditorium Comunale Via XX Settembre 10 ore
21 5 €
15 dicembre PINEROLO Teatro Incontro Via Caprilli 31 ore 21.15 5 €
10 €
17 dicembre CRESCENTINO Confraternita di San Bernardino ore 21
gratuito
19 dicembre CASALE MONFERRATO Salone Tartara Piazza Castello ore 21
5 €
21 dicembre TORINO Piccolo Regio Puccini Piazza Castello 215 ore
21.15 15 €,12€, 9€
22 dicembre SAVIGLIANO Teatro Milanollo Piazzale Turletti ore 21 10
€, 5 €
Per informazioni:
Segreteria Associazione Culturale Centro Jazz Torino
Via Pomba 4 10123 Torino
tel. 011 884477 fax 011 8126644
e-mail:
centrojazz@centrojazztorino.it
www.centrojazztorino.it
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